Contratto di locazione uso commerciale: elementi 1

Contratto di locazione uso commerciale: le differenze con altre tipologie

Il contratto di locazione uso commerciale si differenzia dal contratto di locazione ad uso abitativo e dal contratto di locazione transitoria anche quando questa viene esercitata per finalità turistico stagionale o occasionale. La prima differenza è che il titolare dell’unità immobiliare che sarà locata per motivo commerciale non potrà scegliere la cosiddetta cedolare secca, il regime retributivo dedicato agli affitti abitativi. Per l’uso abitativo, il contratto di locazione ha una durata minima di quattro anni e una durata massima di trent’anni, il rinnovo deve avvenire nelle formule 4+4 per il canone libero, 3+2 per il canone concordato. Il contratto di locazione commerciale invece deve avere una durata minima di sei anni e di nove se l’attività esercitata nello spazio locato è alberghiera o teatrale. Anche la locazione commerciale può avere un carattere di transitorietà, la legge però stabilisce che il contratto si intende pattuito secondo le normative vigenti anche se la durata minore è stata pattuita dalle parti. Per le attività commerciali che hanno il carattere stagionale, è previsto l’obbligo per il proprietario di locare nello spesso periodo o stagione l’immobile nell’anno successivo fino alla fine del contratto.

Rinnovo, cessione, cessazione e indennità

Contratto di locazione uso commerciale

Contratto di locazione uso commerciale

Il contratto di locazione uso commerciale vede il rinnovo tacito della collaborazione nella formula 6+6 e 9+9. La formula 6 è per le attività non turistiche, mentre la formula 9 è specifica per le attività alberghiere. Il rinnovo automatico si ferma con la disdetta di una parte per mezzo di lettera raccomandata, 12 o 18 mesi prima della scadenza. Prima dei sei e nove anni, il locatore può esercitare la facoltà di recesso ma solo per gravi motivi indicati dall’articolo 20 della normativa dell’Equo Canone. Se il locatore , entro sei mesi dall’avvenuta riconsegna, non ha adibito il locale alla destinazione d’uso definita come motivazione legittima dall’articolo 29, il proprietario paga una sanzione stabilita nell’articolo 31 della suddetta legge. Mentre per il locatore la facoltà di recedere è condizionata dall’articolo 29, il conduttore può recedere dal contratto liberamente, purché invii sei mesi prima una lettera di recesso a mezzo raccomandata e con la motivazione di gravi motivi. Mente per la cessazione della locazione, il conduttore ha diritto alla cosiddetta indennità per la perdita di avviamento commerciale. Questa legge è stata pensata per tutelare gli esercenti di attività a diretto contatto con pubblico e utenza per cui la perdita del luogo di esercizio determina un danno economico . La legge stabilisce un indennità di diciotto mesi dell’ultimo canone corrisposto, di ventuno mesi per le attività alberghiere e di 36 mensilità se viene sostituito da un esercente che pratica la stessa attività del conduttore.

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