Il contratto di locazione ad uso abitativo e cedolare secca

Guida su contratto di locazione ad uso abitativo: perché la cedolare secca?

Il contratto di locazione ad uso abitativo può essere stipulato con diverse tipologie di formule e canoni: canone libero e canone concordato. In tutte le forme, l’affitto rappresenta un’entrata per il proprietario, quindi, una rendita soggetta a delle imposte, prima di tutte l’irpef, imposta progressiva sui redditi. Inoltre, il contratto ha delle imposte di registro che sia proprietario che inquilino devono sostenere in ugual misura come indicato dalle leggi sulle locazioni abitative. La cedolare secca sugli affitti nasce per contrastare il fenomeno degli affitti in nero, che non rappresentano soltanto un furto fiscale, un’evasione. La presenza di un “affitto” con un mancato contratto di locazione ad uso abitativo, significa la possibile presenza di una condizione di nessuna garanzia di sicurezza e legalità per un inquilino, un contratto scritto e registrato deve certificare determinate condizioni dell’unità locata, ad esempio le condizioni energetiche e di agibilità, prezzo mensile e condizioni di conclusione del rapporto vengono stabiliti e resi definitivi secondo norma (vedi articolo contratto di locazione uso abitativo: doveri penali e civili).

Come si stipula il contratto di locazione con cedolare secca?

Contratto di locazione ad uso abitativo

Contratto di locazione ad uso abitativo e cedolare secca

Il contratto di locazione ad uso abitativo con cedolare secca può essere stipulato dai proprietari (persone fisiche) e usufruttuari, ovvero hanno diritto reale di godimento sull’unità immobiliare da affittare. Si tratta in sostanza, di una modalità di registrazione che però non deve rispondere di irpef, addizionali comunali e regionali, imposte di registro annuali, di proroga e di risoluzione. Con la cedolare secca non si dichiara l’affitto nel modello 730 o nell’Unico, al posto dell’irpef viene pagata  una percentuale del 21% sul canone libero annuo, e del 19% sui contratti di locazione a canone concordato. Come l’Irpef, la cedolare secca viene pagata con un acconto e un saldo nelle date entro il 30 novembre ed entro il 16 giugno. L’opzione della cedolare secca si specifica nella formulazione scritta del contratto di locazione. L’affittuario deve essere avvisato preventivamente e con lettera raccomandata del regime agevolato, prima di effettuare il passaggio a cedolare secca, pena l’inefficacia del sistema sostitutivo di imposta.

Il contratto di locazione ad uso abitativo con regime di cedolare secca viene registrato presso l’Agenzia delle entrate o con modello semplificato Siria o con modello 69.

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