• Contratti di locazione pubblica amministrazione

    Pubblicità

    Contratti di locazione pubblica amministrazione

    L’individuazione di immobili da utilizzare per lo svolgimento di un tipo di attività istituzionale dell’amministrazione prevede la regolare stipula di contratti di locazione pubblica amministrazione, nel pieno rispetto delle regole del diritto privato, anche nel caso in cui venga istituita una gara per selezionare gli immobili. In caso di controversia riguardante il contratto di locazione stipulato oppure la fase precontrattuale in relazione ai diritti soggettivi viene chiamata in causa la giurisdizione del giudice ordinario. La pubblica amministrazione può disporre di un bene immobiliare servendosi dello strumento privatistico del contratto di locazione, in questo modo la natura del rapporto creato con il locatore non rimane alterata dalla stessa destinazione d’uso del fabbricato che andrà a fungere da sede di pubblico ufficio oppure all’esercizio di servizio pubblico. Si tutela così il locatore, che potrà rivolgersi al giudice ordinario per far valere i propri diritti contrattuali quali: ottenere il rilascio per finita locazione, emettere la risoluzione a causa di inadempimento, dichiarare la risoluzione per morosità del contratto di locazione. Per altre notizie si rimanda alla lettura di: http://www.bilancioecontabilita.it/anci-risponde-la-locazione-dellimmobile-comunale.html. Continue reading

    Published by:
  • Affitto con mediazione da parte dell’agenzia immobiliare

    Affitto con mediazione da parte dell’agenzia immobiliare

    In caso di una casa in affitto con mediazione da parte dell’agenzia immobiliare, la legge in materia prevede che la provvigione debba essere divisa in parti uguali tra locatore ed inquilino, anche se la normativa a tal proposito lascia un ampio margine di autonomia aprendosi a possibili  modifiche. Se il locatore si è rivolto ad un’agenzia immobiliare per ottimizzare i tempi di ricerca e poter godere di un livello di sicurezza maggiore per quanto riguarda i potenziali conduttori, in alcuni casi può spettare allo stesso inquilino provvedere a pagare la provvigione: nel caso in cui venga pattuita nel contratto di affito una clausola relativa al pagamento della provvigione da parte dell’inquilino, tale soggetto è obbligato a rispettare il contratto e quindi l’inquilino dovrà versare il compenso anche se non è stato lui a conferire l’incarico all’agenzia immobiliare. Per avere diritto alla provvigione deve risultare la concreta utilità della figura del mediatore ha realizzato in favore dei nel contesto della locazione, la provvigione viene per questa ragione corrisposta a conclusione del contratto di affitto siglato tra le parti interessate. Per approfondimenti su tale argomento si rimanda alla lettura di: https://www.pgcasa.it/articoli/affittare-casa/vantaggi-e-svantaggi-per-chi-affitta-casa-attraverso-un-agenzia-immobiliare__1762. Continue reading

    Pubblicità




    Published by:
  • Contratto affiliazione commerciale: franchising

    Contratto affiliazione commerciale: franchising

    Modello di sviluppo economico come il franchising è un contratto di affiliazione commerciale che coinvolge due soggetti: il proprietario di un marchio registrato e conosciuto (franchisor), un affiliato detto franchisee che ha intenzione di diventare imprenditore operando con marchio già affermato sul mercato dei consumatori. L’attività di franchising può essere svolta dal l’affiliato a patto che rispetti dei requisiti imprescindibili, ossia che sia una persona fisica titolare di partita IVA oppure una piccola società sia di persone sia di capitali, questa figura dovrà sostenere a sua volta tutti i relativi adempimenti di tipo amministrativo e fiscale. Chi sceglie di iniziare questo tipo di attività commerciale come franchisee deve quindi per prima cosa aprire una Partita IVA, a titolo individuale oppure societario, inoltre deve provvedere a mettersi in regola dal punto di vista fiscale attraverso la regolare apertura di posizioni previdenziali ed assicurative. Per regolarizzare lo svolgimento della sua attività commerciale il franchisee deve inoltre presentare al Comune dove è sito il suo negozio di franchising la dichiarazione di inizio attività (SCIA), almeno 30 giorni prima dell’inizio della sua attività commerciale, ed inoltre si dovrà procedere con la regolare iscrizione nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio. Maggiori notizie su: http://www.economiaefranchising.it/it/sezioni/Fiscalit%C3%A0_218.htm. Continue reading

    Published by:
  • Affitto casa vacanze: locazione turistica

    Affitto casa vacanze: locazione turistica

    Esistono delle specifiche regole contrattuali che disciplinano il tema dell’affitto turistico di una casa vacanze, un tipo di canone derivata dalla locazione turistica che viene disciplinata ai sensi della legge 17 maggio 1983, n. 217. Si tratta di affitti che interessano case ed appartamenti che soisfano l’esigenza di un’attività ricettiva finalizzara a produrre dei servizi per l’ospitalità, ci sono dei soggetti che forniscono questo genere di locazione turistica in forma imprenditoriale, in tal caso viene messo in affitto un appartamento, una casa, una villa; questa tipologia di locazione turistica riguarda gli immobili arredati e senza servizi centralizzati, prevedendo come temporalità più periodi all’anno non inferiori a 7 giorni e non superiori a 3 mesi inoltre l’attività deve avere uno svolgimento occasionale e non organizzata di 3 o più case oppure appartamenti con struttura imprenditoriale. Per legge, con la locazione imprenditoriale è possibile affittare fino a tre case vacanze per non più di 3 mesi, in questo caso è necessario chiedere l’autorizzazione al Comune e si deve comunicare il listino prezzi alle autorità competenti; nel caso in cui vige l’obbligo di dichiarazione i canoni relativi alla locazione turistica devono essere riportati nel modello Unico nel quadro RL redditi occasionali se il periodo di affitto è meno di 30 giorni mentre se superiore si applica la disciplina per i redditi dei fabbricati per periodi superiori al mese. Altre notizie su: https://www.guidafisco.it/affittare-casa-vacanze-turisti-1279. Continue reading

    Published by:
  • Calcolo del canone concordato

    Calcolo del canone concordato

    Il canone concordato è stato introdotto dalla Legge n. 431 del 9 dicembre 1998, con lo scopo di introdurre dei limiti massimi e minimi al canone di locazione degli immobili, situati principalmente in un Comune ad alta tensione abitativa, che rappresentano dei dati indispensabili per il calcolo del canone concordato, per quanto  riguarda i limiti essi sono determinati mediante accordi territoriali conclusi tra le associazioni degli inquilini, e le organizzazioni che rappresentano i proprietari. Dapprima si determina il calcolo del canone concordato e poi si procede a stipulare il contratto, va specificato che per determinare il computo del canone concordato bisogna prendere in considerazione una serie di passi che richiedono l’accertamento dei seguenti elementi: verificare se il proprio Comune ha stipulato un accordo territoriale; appurare le varie fasce minime e massime determinate dall’accordo territoriale da cui dipende l’importo del canone concordato che si determina in base alla stessa ubicazione dell’immobile in zone che presentano caratteristiche funzionali omogenee. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di https://www.gromia.com/blog/contratto-di-locazione/canone-concordato-guida/. Continue reading

    Published by:
  • Vendita con riserva della proprietà come funziona

    Vendita con riserva della proprietà come funziona

    Per venire incontro alle difficoltà di accesso al credito da parte di molti cittadini italiani è prevista la vendita con riserva della proprietà una misura che permette di conclusione una compravendita immobiliare nei casi in cui l’acquirente non riesce ad accedere regolarmente al credito bancario. Si parla anche di vendita con patto di riservato dominio ed è un’opzione che tutela entrambe la parti visto che viene disciplinata dal Codice civile nell’ambito della vendita di beni mobili. Attraverso questo un contratto di vendita l’acquirente può entrare in casa pagando l’immobile a rate in questo modo il prezzo del bene immobiliare viene dilatato in rate, in pratica colui che vende finanzia la compravendita dello stesso acquirente, ma la sua posizione è tutelato contro il rischio di inadempimento  e di fatto la proprietà resta del venditore fino al versamento completo del prezzo pattuito solo in quel momento la casa diventa di proprietà dell’acquirente. Nel caso in cui il compratore non onora il contratto, il venditore può richiederne la risoluzione, in tal caso deve restituire i soldi ricevuti con il pagamento rateale ed allo stesso tempo dovrà essere risarcito attraverso l’attribuzione di un compenso relativo all’uso dell’immobile da parte dell’acquirente che ha optato per un contratto di vendita con riserva della proprietà. Altre informazioni su: http://d.repubblica.it/attualita/2016/01/27/news/acquistare_casa_in_leasing-2929257/. Continue reading

    Published by:
  • Sanzioni violazioni sui contratti di locazione

    Sanzioni violazioni sui contratti di locazione

    I soggetti che non effettuano la regolare registrazione di un contratto di locazione e di affitto vanno incontro a sanzioni violazioni sui contratti di locazione, inoltre è possibile applicare delle sanzioni di tipo amministrativo in caso di parziale occultamento del corrispettivo oppure per l’omesso o tardivo versamento della relativa imposta di registro su annualità successive. In caso di omessa registrazione del contratto di locazione, di parziale occultamento del corrispettivo e di omesso o tardivo versamento dell’imposta di registro si compiono delle violazioni che prevedono l’applicazione di una sanzione amministrativa. Entrando nel dettaglio per queste specifiche violazioni sui contratti di locazione sussistono le seguenti multe: se si appura l’omessa registrazione del contratto il soggetto si vedrà attribuire una maggiorazione dal 120% al 240% dell’imposta da versare; nel caso in cui si evidenzia un parziale occultamento del canone allora si va incontro ad una sanzione dal 200% al 400% della maggiore imposta dovuta; in presenza di un tardivo versamento della relativa imposta allora si va incontro ad una maggiorazione del 30% dell’imposta versata in ritardo. Per maggiori informazioni su tale argomento si rimanda alla lettura di http://caseper.it/prevista-sanzione-amministrativa-per-omessa-registrazione-contratto-locazione/. Continue reading

    Published by:
  • Contratto di locazione transitoria per studenti: caratteristiche

    Contratto di locazione transitoria per studenti: caratteristiche

    La legge n. 431 del 1998 disciplina il contratto di locazione transitoria per studenti illustrandone inoltre le principali caratteristiche che lo contraddistinguono come tipo di affito valido per una breve durata di tempo, si tratta dunque di contratti di affitto della durata inferiore a quella minima dei 3 anni prevista dai contratti a canone concordato. In tal caso dunque il contratto ha durata minima di 6 mesi ed una massima di 3 anni, una volta arrivato a scadenza non è necessaria alcuna comunicazione ufficiale da parte dei soggetti interessati che hanno stipulato questa forma contrattuale, anche se va precisato che è possibile rinnovare il contratto confermando le condizioni previste dal precedente contratto se sia il conduttore che il locatore sono soddisfatti. Il modello del contratto di locazione ad uso transitorio per gli studenti può essere rintracciato nel Decreto Ministeriale del 30 dicembre 2002 dove è possibile reperire anche l’Accordo locale stipulato con le associazioni che rappresentano proprietari ed inquilini valido nel comune dove sorge il bene immobiliare da mettere in affitto. Per approfondimenti si rimanda a: http://www.today.it/blog/asso-di-denari/contratto-locazione-transitorio.html. Continue reading

    Published by:
  • Contratti di locazione turistica D.L. n. 50/2017

    Contratti di locazione turistica D.L. n. 50/2017

    I contratti di locazione turistica hanno trovato una recente  forma di regolamentazione con il con il D.L. n. 50/2017 che ha introdotto una serie di obblighi a carico degli intermediarie, inoltre con queste ultime disposizioni è stato possibile dare una più attenta definizione della locazione turistica. Da un punto di vista fiscale questo tipo di locazioni offre una maggiore libertà nei confronti dei locatori, molto spesso poi si opta per questa forma di affitto perché risulta essere più economica. Il legislatore, con il D.L. n. 50/2017 è intervenuto per definire le locazioni turistiche, vengono identificati in questo modo i contratti di locazione che riguardano esclusivamente gli immobili abitativi con durata non superiore a 30 giorni, per questo motivo non richiedono la registrazione, anche se per la verifica dell’obbligo di registrazione si devono considerare tutte le locazioni stipulate nel corso dell’anno dallo stesso locatore con il medesimo conduttore che interessano il medesimo immobile. Si identificano inoltre come locazione turistica quegli affitti che vengono stipulati da persone fisiche, locatore e conduttore, che non svolgono attività di impresa. Si rimanda alla lettura di: https://www.fiscomania.com/2014/07/come-sfruttare-le-locazioni-turistiche-per-affitti-stagionali/. Continue reading

    Published by:
  • Contratti di locazione ad uso non abitativo tipo ufficio

    Contratti di locazione ad uso non abitativo tipo ufficio

    Rispetto agli altri contratti di locazione con destinazione abitativa, i contratti di locazione ad uso non abitativo prevedono delle differenze sostanziali relative alla stessa destinazione d’uso, che viene identificata dall’attività svolta all’interno del bene immobiliare. I locali messi in affitto devono essere adibiti ad una sola destinazione quella d’uso di ufficio, non si possono sublocare o concedere anche parzialmente i locali in affitto a terzi; il locatario può recedere il contratto se  il bene deve essere utilizzato ad uso privato per la propria famiglia, o per avviare una propria attività. Nel caso di affitto di un fabbricato ad uso non abitativo, il locatore concede all’inquilino il pieno godimento di un immobile, dietro il pagamento di un equo canone, ossia della somma mensile che viene concordata durante la stipulazione del contratto dalle due parti, con un contratto che varia dai sei ai nove anni. Nello specifico la durata di un contratto di locazione ad uso non abitativo dipende dall’attività che svolge al suo interno dal conduttore, questo elemento incide dunque sulla determinazione della durata di un contratto, secondo quanto stabilito dalla legge che tutela questo ambito. Altre notizie su http://www.progedil90.it/blog/contratto-di-locazione-uso-ufficio/. Continue reading

    Published by: